Il Mammut del Castello dell’Aquila: una scoperta che affascina

La mia recente visita, dopo anni di assenza dovuti anche agli impedimenti della pandemia, ha rivelato una comunità impegnata nella riedificazione e nella riappropriazione dei propri spazi e della propria storia.

L’Aquila, città dal ricco patrimonio storico e culturale, raccoglie tra le sue mura un’eccezionale testimonianza del passato remoto: il mammut del castello. Questo straordinario ritrovamento paleontologico simboleggia la resilienza di una città che ha affrontato e sta superando le conseguenze drammatiche del terribile sisma del 2009, un evento che ha segnato profondamente il volto e lo spirito dell’Aquila.

Storia e origini del Mammut del Castello

Nei pressi del borgo di Scoppito, in Abruzzo, venne riportato alla luce nel 1954 un eccezionale testimone del passato: lo scheletro quasi integro di un Mammuthus meridionalis. 

Vissuto all’alba del Quaternario nella penisola italiana, questo gigante preistorico si distingueva per le sue dimensioni maestose: un peso stimato di oltre sedici tonnellate e un’altezza che sfiorava i quattro metri. Con la sua corporatura massiccia, zanne incurvate e un muso sporgente, il mammut condivideva la Conca Aquilana – un tempo un vasto lago – con altri animali preistorici.

Emerso quasi come un presagio di resilienza, il Mammut del Castello attira l’attenzione non solo per la sua imponenza, ma anche per il suo valore simbolico. In una città che sta meticolosamente ricucendo le ferite del tragico terremoto, questo ritrovamento continua ad essere motivo di orgoglio e di speranza.

La sua presenza nel Castello dell’Aquila, benché sia l’unica sezione visitabile dell’edificio, invita a riflettere sulla capacità di recupero e sulla continuità della vita attraverso le ere.

Il castello cinquecentesco: custode del mammut e testimone storico

Il Castello Cinquecentesco, o Fortezza Spagnola, troneggia sulla città con la sua maestosità, simbolo di un passato ricco e complesso. Questa imponente struttura, eretta nella prima metà del XVI secolo durante la dominazione spagnola per rafforzare le difese militari del territorio, racchiude tra le sue mura non solo storie di battaglie e strategie ma anche tesori culturali inestimabili, come il nostro mammut.

Il mammut: testimone della rinascita della città e ispirazione per la sostenibilità

L’Aquila, con il mammut a simboleggiare la sua indomita forza, sta vivendo una fase di intensa operosità e ricostruzione. Camminando per le vie della città, è palpabile il dinamismo di un luogo che, non dimenticando il passato, guarda al futuro con determinazione e ottimismo. La città, piegata ma non spezzata da quel devastante sisma, continua il suo cammino di rinnovamento, tenendo saldi i legami con la propria eredità storica e culturale.

Il mammut, testimone silenzioso di ere lontane, e il castello, simbolo di forza e resistenza, invitano residenti e visitatori a riflettere sulla capacità di guardare avanti, rinnovandosi senza dimenticare le radici. 

Estintosi molto prima della comparsa dell’uomo moderno, il mammut serve oggi come promemoria dell’impatto delle attività umane sull’ambiente e sottolinea la necessità di adottare approcci più sostenibili nel ricostruire e nel vivere.

L’Aquila, nel suo percorso di rinascita, ha adottato molte iniziative verdi, mirando a diventare un modello di resilienza e sostenibilità per altre città che affrontano sfide simili.

Per chi desidera esplorare questa affascinante connessione tra passato e presente, il mammut è esposto al pubblico nel bastione est del Castello dell’Aquila dal 12 gennaio al 5 maggio 2024.

Per info https://museonazionaledabruzzo.cultura.gov.it/aperture-mammut/

Acura di David Passarelli, Istruttore di Trekking CONI e autore del libro Manuale di escursionismo.