La riforma delle professioni montane: una chiamata alla diversità e all’inclusività

l disegno di legge proposto da Enrico Borghi per riformare la legge 6/1989 sulle professioni di montagna sta creando un acceso dibattito nel contesto delle montagne italiane. L’obiettivo della proposta è di aggiornare e uniformare la regolamentazione delle professioni emergenti in ambito montano, introducendo un sistema di elenchi speciali gestiti sotto la supervisione dei collegi regionali delle guide alpine.

Preoccupazioni da parte delle Guide Ambientali Escursionistiche

Le Guide Ambientali Escursionistiche (GAE), rappresentate da associazioni come AIGAE, LAGAP, ASSOGUIDE e AGAE, hanno espresso forti preoccupazioni riguardo al DDL. Temono che la centralizzazione della formazione e della regolamentazione sotto l’egida delle guide alpine possa dequalificare le loro professioni e limitare la libertà di scelta per i clienti e la concorrenza nel settore.

La nuova figura di “Guida Escursionistica di Montagna”

Al centro delle preoccupazioni c’è la creazione della nuova figura di “Guida Escursionistica di Montagna” prevista dal DDL. Si teme che questa figura possa compromettere le qualifiche professionali e l’accesso all’attività di oltre 7.500 GAE.

Da oltre trent’anni, le GAE offrono esperienze escursionistiche ricche e variate su tutto il territorio nazionale, distinguendosi per una formazione specifica che le abilita ad accompagnare persone in vari ambienti, senza limitazioni territoriali, geografiche o altimetriche, e concentrandosi sugli aspetti ambientali e naturalistici.

Verso una controproposta costruttiva

Le associazioni delle GAE si riuniranno a Roma il 28 febbraio per elaborare una controproposta costruttiva, mirata a salvaguardare la professione delle GAE e a proporre una regolamentazione che rispetti la diversità e l’autonomia delle varie figure professionali montane.

Ulteriori preoccupazioni: l’ordine professionale per le GAE

La proposta di istituire un ordine professionale per le GAE desta ulteriori preoccupazioni, in quanto potrebbe contraddire le direttive europee sulla libera concorrenza e l’accesso al mercato. Si teme che questo possa compromettere la libertà di esercizio della professione per migliaia di professionisti che offrono esperienze escursionistiche culturali, lontane dall’aspetto tecnico-sportivo dell’alpinismo.

Preservare la diversità delle specializzazioni

Guglielmo Ruggiero, presidente di AIGAE, sottolinea l’importanza di preservare la continuità professionale e la specificità delle GAE, fondamentali per il turismo escursionistico e culturale italiano. La proposta di riforma rischia di invalidare i titoli professionali acquisiti tramite i percorsi formativi preesistenti, creando allarme tra le professioni di montagna che vedono nella diversità delle specializzazioni un valore aggiunto per il turismo e la cultura montana.

La necessità di un dialogo aperto e inclusivo

In questo contesto di incertezza e dibattito, emerge la richiesta di un dialogo aperto e inclusivo tra i legislatori, le associazioni professionali e tutti gli stakeholder coinvolti. Un confronto costruttivo è essenziale per elaborare una riforma che rispetti la diversità delle competenze e delle specializzazioni, promuovendo uno sviluppo sostenibile del settore.

Solo attraverso un dialogo aperto e collaborativo sarà possibile salvaguardare l’essenza del turismo escursionistico e delle attività all’aria aperta in Italia, assicurando un futuro prospero e sostenibile per tutte le professioni montane.

A cura di David Passarelli, Istruttore di Trekking CONI e autore del libro “Manuale di escursionismo“.