I larici abbattuti a Cortina, un atto controverso

L’abbattimento dei larici a Cortina d’Ampezzo per fare spazio alla nuova pista da bob olimpica ha sollevato un’ondata di emozioni contrastanti. La diffusione virale delle immagini che mostrano le prime motoseghe al lavoro ha acceso il dibattito pubblico, ponendo l’accento sulla distinzione cruciale tra l’azione di taglio degli alberi e l’intenzione dietro questa scelta, ovvero la realizzazione dell’impianto in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

La visione di Messner e la montagna

La questione di Cortina ci invita a riflettere sulle parole di Reinhold Messner, il più grande alpinista vivente, la cui visione sulle montagne risuona profondamente con l’attuale situazione. Messner ha sempre sottolineato come la montagna sia un ambiente di incredibile diversità e bellezza, dalle vette più alte ai boschi e campi lavorati dall’uomo. Tuttavia, ha anche criticato il turismo di massa che trasforma le montagne in “parchi avventura”, compromettendo l’integrità di questi luoghi straordinari. La situazione a Cortina incarna questa tensione tra la valorizzazione e la preservazione delle montagne.

Un numero indefinito

L’abbattimento di un numero ancora non definito di larici, stimato in 4-500 ma con un impatto ben maggiore secondo alcune analisi, ha scatenato un’ondata di indignazione. La reazione pubblica, alimentata dal potere emotivo delle immagini e dei video diffusi online, riflette una giusta preoccupazione per il futuro di questi luoghi montani e la loro gestione sostenibile.

Gestione forestale e sostenibilità

La gestione dei boschi di Cortina, radicata in secoli di tradizioni locali, evidenzia l’importanza di una cura collettiva del territorio. Il legno di larice, utilizzato in maniera sostenibile, simboleggia la possibilità di un equilibrio tra uso delle risorse e conservazione. Eppure, l’attuale progetto di costruzione della pista da bob solleva interrogativi su quanto questo equilibrio sia rispettato.

L’impatto emotivo e culturale

L’abbattimento dei larici tocca profondamente l’identità di Cortina e dei suoi abitanti, alterando il paesaggio e incidendo sugli umori e sulla qualità della vita. Questo cambiamento, percepito come una perdita collettiva, richiama alla mente le parole di Messner sulla necessità di preservare la montagna non solo come spazio fisico ma anche come patrimonio culturale e comunitario.

Verso un dialogo costruttivo

Il caso dei larici di Cortina diventa un simbolo delle sfide più ampie che affrontiamo nel bilanciare sviluppo e conservazione. La visione di Messner ci ricorda che le montagne non sono semplicemente sfondi per attività ricreative, ma ambienti vivi che richiedono rispetto e cura. In questo contesto, la costruzione della pista da bob solleva questioni fondamentali su come valorizziamo e preserviamo questi luoghi unici.

Il dibattito sull’abbattimento dei larici a Cortina invita a una riflessione critica sul futuro delle nostre montagne. Ascoltando le voci della comunità e ricordando le parole di visionari come Messner, possiamo cercare un cammino che onori sia lo spirito dell’avventura sia il dovere di conservazione. La vera sfida è trovare un modo per celebrare le montagne senza comprometterne la bellezza e l’integrità.

A cura di David Passarelli, Istruttore di Trekking CONI e autore del libro Manuale di escursionismo. Questo articolo è stato creato unicamente a scopo informativo e non per fini commerciali.