Proteggersi dalle zecche in montagna

Con l’arrivo della primavera, i sentieri montani si risvegliano, offrendo paesaggi rigogliosi e l’opportunità di immergersi nella tranquillità della natura. Tuttavia, questa stagione porta con sé un piccolo ma significativo rischio per gli amanti dell’esplorazione all’aperto: le zecche. Questi aracnidi, stretti parenti di ragni e scorpioni, emergono in cerca di ospiti da cui nutrirsi, rappresentando una minaccia per la salute umana e animale attraverso la trasmissione di malattie potenzialmente gravi. La consapevolezza e l’adozione di strategie preventive diventano quindi essenziali per godersi le meraviglie primaverili in sicurezza.

La natura insidiosa delle zecche

Le zecche sono organismi parassitari che si nutrono del sangue di vari ospiti, compresi umani e animali. La loro presenza è segnalata in ogni regione d’Italia, con una particolare prevalenza nelle aree alpine e appenniniche. Questi parassiti sono adattabili, trovando habitat ideali nelle zone umide e ombreggiate dei boschi, dove possono aspettare pazientemente il passaggio di un potenziale ospite.

Il ciclo vitale delle zecche si articola in tre stadi (larva, ninfa e adulto) e può estendersi su più anni. Durante la sua vita, una zecca si attaccherà agli ospiti solo poche volte, ma è sufficiente una sola puntura per trasmettere patologie quali la Borreliosi di Lyme o l’encefalite trasmessa da zecche (TBE).

Prevenzione e protezione

Vestiti e repellenti

Indossare abiti adeguati è il primo passo verso una buona protezione. Scarpe chiuse, maglie a maniche lunghe, pantaloni lunghi infilati nelle calze e l’uso di un berretto possono ridurre significativamente il rischio di punture. I colori chiari aiutano nell’individuazione precoce delle zecche. L’applicazione di repellenti per uso umano a base di Icaridina o Permetrina, sia sulla pelle sia sugli indumenti, è raccomandata per allontanare questi parassiti.

Attenzione agli ambienti

Evitare il contatto diretto con la vegetazione alta e preferire il centro dei sentieri riduce le probabilità di incontrare le zecche. È importante anche evitare di posizionare zaini o attrezzature direttamente a terra nelle aree a rischio.

Ispezione e igiene

Al ritorno dalle escursioni, è fondamentale ispezionare attentamente il corpo e gli indumenti alla ricerca di zecche. L’uso di un pettine può facilitare la rimozione di parassiti non ancora attaccati dai capelli, mentre una doccia calda aiuta a eliminare quelle non ancorate alla pelle.

In caso di puntura

Se si trova una zecca attaccata alla pelle, è cruciale rimuoverla correttamente e quanto prima, evitando di schiacciarla o di applicare sostanze che potrebbero indurla a rigurgitare saliva, aumentando il rischio di trasmissione di malattie. La rimozione deve avvenire con pinzette, afferrando la zecca il più vicino possibile alla pelle e tirando con un movimento costante e deciso verso l’alto, senza ruotare. Dopo la rimozione, disinfettare la zona con un antisettico.

Malattie Trasmesse dalle Zecche

Le zecche sono responsabili della trasmissione di diverse malattie a esseri umani e animali, rappresentando un serio rischio per la salute nelle aree in cui sono prevalenti. Tra le malattie più note e temute vi è la Borreliosi di Lyme, causata da un batterio che le zecche acquisiscono nutrendosi su ospiti infetti, come roditori o cervidi. Questa malattia può manifestarsi inizialmente con sintomi quali eritema migrante, febbre, affaticamento e dolori muscolari. Se non diagnosticata e trattata tempestivamente con antibiotici, può evolvere causando complicazioni neurologiche, artritiche e cardiache.

Un’altra patologia di rilievo è l’encefalite trasmessa da zecche (TBE), una malattia virale che colpisce il sistema nervoso centrale e può avere esiti gravemente invalidanti. La TBE è endemica in alcune aree d’Europa e d’Asia e, sebbene meno comune in Italia, rappresenta una minaccia significativa in specifiche regioni. Il virus TBE può essere trasmesso molto rapidamente dopo la puntura di una zecca infetta, e non esiste un trattamento specifico per la malattia, sebbene sia disponibile una vaccinazione preventiva che offre una buona protezione.

La diversità dei patogeni trasmessi rende le zecche parassiti estremamente pericolosi, sottolineando l’importanza di una buona prevenzione e, in caso di puntura, di una pronta rimozione del parassita e di un’adeguata attenzione ai sintomi successivi.

Proteggiamo anche il nostro cane

Durante le avventure nei boschi e sulle montagne, non solo noi, ma anche i nostri amici a quattro zampe sono esposti al rischio di punture di zecca. Questi parassiti possono rappresentare una minaccia per la salute del nostro cane, trasmettendo malattie pericolose. Ecco alcuni passaggi fondamentali per garantire che anche il nostro fedele compagno possa godere delle escursioni in sicurezza.

Per proteggere il tuo cane dalle zecche durante le escursioni, usa prodotti antiparassitari specifici come collari o spray, controlla il suo pelo dopo ogni passeggiata. Nei cani, le zecche tendono a posizionarsi principalmente sul muso, ai margini e all’interno delle orecchie, nelle zone ascellari, inguinali e sull’addome. Una pulizia accurata e la consultazione con il veterinario per le opzioni di prevenzione migliori completeranno la tutela del tuo amico a quattro zampe contro le zecche.

La bellezza incontaminata delle nostre montagne e foreste invita all’esplorazione e all’avventura, ma è fondamentale procedere con consapevolezza dei rischi naturali, inclusa la presenza di zecche. Adottando misure preventive appropriate, possiamo godere delle meraviglie dell’outdoor minimizzando i pericoli per la nostra salute.

A cura di David Passarelli, Istruttore di Trekking CONI e autore del libro Manuale di escursionismo. Questo articolo è stato creato unicamente a scopo informativo e non per fini commerciali.